tolleranza cbd
Redazione

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É possibile sviluppare una tolleranza al CBD?

Per tolleranza si intende la capacità dell’organismo di abituarsi ad una sostanza e aver bisogno di assumerne quantità sempre crescenti per ottenere l’effetto desiderato.

La tolleranza è diversa dalla dipendenza, che riguarda invece l’uso compulsivo di una sostanza e la necessità di assumerla costantemente.

La tolleranza si genera attraverso svariati meccanismi su più livelli:

  • cellulare: le cellule diventano meno reattive alla sostanza;
  • metabolico: la quantità di sostanza che raggiunge il sito di interazione risulta ridotta;
  • comportamentale: il consumatore si abitua all’effetto della sostanza.

Considerando che il CBD è un integratore che può essere assunto senza rischi tutti i giorni per lunghi periodi, è normale chiedersi se si può sviluppare una certa tolleranza al riguardo.

Quando si assume CBD con una certa costanza, il corpo ovviamente si abitua alla presenza del fitocannabinoide, tuttavia questo non significa che bisogna prendere quantità maggiori per riscontrare gli ormai noti effetti terapeutici.

La buona notizia è che con il CBD non si sviluppa la tolleranza tradizionale, ma al contrario si svilupperebbe una tolleranza inversa.

Questo perché il CBD facilita la presenza dei cannabinoidi naturali e pertanto nel corso del tempo sono necessarie meno quantità per generare l’effetto desiderato.

Perché il CBD non genera tolleranza

tolleranza cbdLe prove ci arrivano da una pubblicazione del dipartimento di Neuro Farmacologia dell’Università giapponese di Fukuoka (fonte a pié di pagina) che ci illustra come il CBD non si lega direttamente al recettore, ma agisce da antagonista.

Questo significa che il CBD non provoca un aumento di produzione di alcune sostanze, ma impedisce la degradazione delle stesse.

Questa scoperta indica come il CBD sia meno esposto al rischio di tolleranza. Al contrario, il CBD migliora l’affinità di legame con i recettori specifici,stimolando la produzione di endocannabinoidi naturalmente presenti fondamentali per  mantenere l’equilibrio e la salute dell’organismo regolando l’omeostasi interna.

Come al solito, questa molecola non cessa mai di stupirci.

Ovviamente la ricerca medica continua e noi di Naab siamo sempre pronti a pubblicare le ultime novità su questo interessante settore.

Bibliografia:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15640760/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4621983/

http://www.medicinalgenomics.com/wp-content/uploads/2013/01/Bergamaschi_2011.pdf

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