Si può portare la Cannabis light in aereo
Redazione

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Si può portare la Cannabis light in aereo?

Molti si domandano se sia possibile portare la Cannabis light in aereo quando si decide di viaggiare. I dubbi nascono dal fatto che mentre in Italia l’acquisto ed il possesso di Cannabis light (ovvero quella con THC sotto lo 0,6%) sono perfettamente leciti, in altri Paesi non avviene altrettanto.

Per rispondere alla domanda si deve comunque fare un distinguo tra i viaggi nazionali, e gli altri viaggi ovvero quelli all’interno dell’Europa e quelli internazionali.

Viaggi nazionali. Portare con sé la Cannabis light sigillata nella confezione con tanto di scontrino in un aereo che viaggia all’interno del territorio italiano non comporta alcun problema di carattere legale, fermo restando che gli agenti potrebbero fermare il passeggero per sottoporlo a controlli più accurati sulla di lui persona e sul prodotto, col rischio di provocargli dei ritardi oltre che fastidi. L’interessato deve quindi chiedersi se è disposto ad affrontare tali possibili disagi.

Stesso discorso va fatto per il CBD, che in Italia non riceve alcuna regolamentazione (come spiegato in modo approfondito in questa Guida). In questo caso peraltro è più difficile che il prodotto possa essere “scovato” dagli agenti in quanto i cani antidroga non sono addestrati. In ogni caso, posto che il CBD non è regolamentato, riteniamo che non si possa porre nemmeno in via astratta un problema di illegalità, posto che non vi è alcun divieto sul punto.

Viaggi in Europa ed internazionali. Viaggiare all’estero con la confezione di Cannabis legale può invece comportare dei seri problemi. Infatti, non tutti i Paesi hanno la stessa normativa vigente nel nostro Paese ed anzi in molte nazioni la Cannabis è vietata tout court: in questi casi se si viene scoperti all’aeroporto di destinazione con il prodotto si rischiano delle pene anche molto severe, compresa la detenzione. Questa sarà la conseguenza cui si andrà incontro in molti Paesi extraeuropei, fatta eccezione per Paesi come il Canada dove la Cannabis è stata oggetto di legalizzazione (come in alcuni Stati degli Stati Uniti, dove però è severamente vietato trasportarla in aereo).

Con riferimento al nostro Continente, per quegli Stati dotati di normativa analoga o simile alla nostra non vi dovranno essere problemi (fatta eccezioni per le possibili lungaggini dovute ai controlli o alle analisi sul prodotto), mentre per gli altri Stati dove vigono divieti è sconsigliabile affrontare il viaggio con il prodotto.

Per l’estero conviene quindi interpellare un legale per sapere quale sia la normativa del Paese in cui ci si sta per recare oppure essere a conoscenza diretta della normativa in vigore, altrimenti è consigliabile non rischiare. Va anche tenuta in debita considerazione la normativa vigente nel luogo dell’eventuale “scalo”.

E per la Cannabis terapeutica?

Per la Cannabis terapeutica vale tutto quanto già detto sopra: occorre studiare la legge del luogo in cui ci si reca per vedere se sia vietata o meno. Probabilmente qualche rischio in meno lo si può correre facendosi prescrivere dei farmaci a base di Cannabis (come ad esempio il Dronabinol o il Sativex), anche se la certezza di non incorrere in sanzioni non c’è, quindi anche in questo caso il consiglio è di non rischiare.

Per i temerari e per quelli che viaggiano sul territorio nazionale, il consiglio è ovviamente quello di portare con sè la prescrizione del curante e tutta la documentazione medica in possesso, e possibilmente di viaggiare con la confezione nuova e dunque sigillata, perchè, in caso contrario, aumenta la probabilità che gli agenti possano decidere di sequestrare il prodotto per sottoporlo ad analisi.

Coloro che invece non vogliono rischiare potranno consultarsi con il loro medico per vedere se si possono trovare delle soluzioni direttamente nello Stato in cui ci si reca;  i viaggitori all’interno dell’Europa potranno acquistarla direttamente in loco in alcune nazioni come l’Olanda (Coffe Shop) e Spagna (Cannabis Social Club).

Con riguardo agli USA, va ricordato che negli Stati dove vi è stata la legalizzazione vi sono comunque dei limiti quantitativi al possesso che si debbono rispettare e che viaggiare da uno Stato ad un altro con l’erba costituisce reato penale, anche se gli spostamenti avvengono tra due Stati dove c’è stata la legalizzazione.

Lecito portare la Cannabis light in aereo?

In conclusione quindi possiamo affermare che viaggiare in Italia con la Cannabis light o con il CBD è una cosa fattibile, anche se potrebbe comportare dei fastidi e ritardi, mentre affrontare un volo in Europa o Extra-Ue è da sconsigliare, perché come detto in molti Paesi potrebbe far incorrere in sanzioni penali anche molto pesanti. Per i voli nazionali come detto è opportuno portare con sé la confezione sigillata e lo scontrino di acquisto.

Ovviamente tutto quanto sin qui esposto per analogia vale anche per i viaggi effettuati con altri mezzi di straporto, siano essi l’auto, il treno, la nave o gli autobus.

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