Registrare un marchio per Canapa o Cannabis
Redazione

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Registrare un marchio per Canapa o Cannabis

In questo post cerchiamo di fornire alcune informazioni utili per chi desidera registrare un marchio afferente al mondo della Canapa o Cannabis, per prodotti a base di Canapa o per le infiorescenze o comunque un marchio contenente i termini Cannabis/Canapa.

Come e dove si registra il marchio

In generale, il marchio deve essere depositato presso la Camera di Commercio, anche spedendolo a mezzo posta. Il deposito deve essere fatto dal titolare o da un terzo incaricato con delega.

Occorre compilare un’apposita domanda, da redigere in tre copie – un’originale e due copie – apponendo una marca da bollo da 16 sull’originale. All’atto del deposito si dovrà effettuare il pagamento dei diritti di segreteria (€ 40 circa), oltre al pagamento di un F24 in favore dell’Agenzia delle Entrate (da € 150 circa in su, a seconda delle tipologie di prodotti per i quali si vuole estendere la protezione del marchio, dove per ogni classe aggiuntiva di prodotto si deve pagare un importo ulteriore di € 34).

Una volta effettuato il deposito ed il pagamento dell’F24, la protezione decorrerà immediatamente (salvo poi poter essere revocata in futuro qualora gli uffici competenti dovessero rilevare delle irregolarità o illegittimità del segno depositato).

Un marchio, per essere registrato, deve possedere i seguenti requisiti:

  • deve essere lecito, e cioè non contrario alla legge, all’ordine pubblico ed al buon costume;
  • deve essere nuovo, non dovendo essere uguale ad altro marchio già registrato in precedenza, per prodotti uguali o simili (oppure uguale o simile ad altro marchio anche per prodotti differenti qualora il precedente abbia assunto una grande notorietà presso il pubblico);
  • avere capacità distintiva ed essere distinguibile da altro marchio. Altro requisito importante è che il nome del marchio non può corrispondere alla denominazione generica del prodotto.

Sempre sul tema della capacità distintiva, va sottolineato che il marchio successivo non deve creare un rischio di confusione tra i consumatori circa la provenienza del segno dalla stessa azienda.

Le problematiche riguardanti i marchi di prodotti alla Cannabis

Nello specifico, per quanto riguarda il mondo della Cannabis, possono presentarsi delle problematiche particolari.

La prima può riguardare il nome. Si ha notizia infatti di casi nei quali la domanda di registrazione di un marchio contenente la parola “Cannabis” è stata rigettata successivamente al valido deposito presso la segreteria della Camera di Commercio. Ancora la casistica è scarna e sul punto non si ha chiarezza, comunque si deve essere consci del fatto che si potrebbe andare incontro ad un diniego. Questo perchè secondo gli organi competenti non si potrebbe legittimamente utilizzare la parola Cannabis.

In ipotesi di rigetto, peraltro, si può valutare di presentare una nuova domanda chiedendo la registrazione del solo stemma del segno e non anche del nome, oppure di registrare il simbolo più le altre parole che contraddistinguono l’insieme ma non la parola “Cannabis”, magari sostituendola con la parola “Canapa”.

Un altro aspetto cui fare attenzione, per il caso di registrazione di un marchio riguardante le infiorescenze, è quello di riportare nella descrizione della domanda che trattasi di Cannabis light, quella legale e non di quella terapeutica.

Anche in ambito Europeo possono esserci dei problemi con la parola “Cannabis”. Una pronuncia del 2009 del Tribunale della Comunità Europea (Causa T-234/2006) ha infatti rigettato la registrazione di un marchio “Cannabis” per bevande contenenti la Canapa. Nella vicenda l’organo giudicante ha ritenuto che il marchio “Cannabis” possa attirare il consumatore ed indurlo a pensare che potrà ottenere le stesse sensazioni derivanti dal consumo della Cannabis con alto tenore di THC, e sul presupposto che il regolamento sul marchio comunitario  vieterebbe la registrazione di segni che designano – tra gli altri – specie, qualità o valore del prodotto.

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