come viene estratto il cbd
Redazione

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Come viene estratto il CBD puro

Abbiamo visto come il CBD sia uno dei fitocannabinoidi più importanti della pianta della cannabis capace di interagire con il sistema endocannabinoide umano, in questa parte vediamo come le aziende possono estrarre la molecola dai fiori di canapa.

Per estrarre il cannabidiolo in maniera naturale innanzitutto bisogna partire da una grande quantità di fiori di canapa di alta qualità come quella utilizzata da noi di Naab per ottenere i nostri oli cbd.

Partendo dalla materia prima, ovviamente ci ritroviamo di fronte a diversi metodi di estrazione, alcuni rudimentali e quindi non consigliati, e altri più efficaci e naturali capaci di estrarre il CBD senza danneggiare il prodotto finale.

Tuttavia, qualsiasi sia il metodo di estrazione utilizzato, prima del processo la canapa va decarbossilata a dovere.

Ma cosa significa decarbossilare la canapa? Vediamolo insieme.

La decarbossilazione della cannabis per l’estrazione di CBD

come viene estratto il cbdIn precedenza qui sul nostro sito Naab, abbiamo visto che il CBD è uno dei fitocannabinoidi più importanti presenti nella pianta della cannabis.

CBD che è presente in misura maggiore nei fiori e in piccola parte anche nelle foglie, nel gambo e negli steli. Tuttavia, nella sua forma grezza e naturale, la pianta non contiene CBD come lo conosciamo, ma piuttosto i precursori chimici noti come acidi cannabinoidici.

Per ottenere i cannabinoidi che conosciamo e utilizziamo, è necessaria una reazione molecolare innescata dal calore, nota appunto come decarbossilazione.

Nonostante all’apparenza possa sembrare un termine difficile e complicato, in realtà la decarbossilazione non è altro che un’esposizione ad una temperatura di 110°C per 30–45 minuti atta ad eliminare l’umidità in eccesso e trasformare gli acidi cannabinoidici.

Questo calore causa la rimozione di un gruppo carbossilico (-COOH), cioè un gruppo ossidrilico (-OH) legato a un gruppo carbonilico.

Questa reazione provocata dal calore converte i precursori come ad esempio il THCA e il CBDA nei loro cannabinoidi corrispondenti cioè THC e CBD, responsabili di innescare gli effetti terapeutici ricercati.

Esistono diversi metodi di decarbossilazione della canapa.

Estrazione CBD a mano

Uno dei metodi tradizionali, ma poco usati dalle aziende per la bassa produttività è l’estrazione attraverso azioni manuali. Pensiamo alla pressione, oppure allo sbattimento o a variazioni di temperatura.

In questi casi la pianta di canapa viene soggetta a diverse tipologie di azioni meccaniche atte a far separare i cannabinoidi dalla pianta.

Se ad esempio si volesse ottenere una resina, si procederà alla congelazione dei fiori di canapa e al successivo sbattimento per separare le infiorescenze dai cannabinoidi attraverso l’uso di retini e setacci.

I vantaggi di questo metodo sono dovuti ai bassi costi e all’utilizzo dell’intera pianta, non solo i fiori. Dall’altra parte Il rendimento è scarso, non è possibile controllare la purezza e inoltre nel risultato finale troviamo anche residui vegetali abbondanti e cannabinoidi indesiderati

A livello aziendale, questa metodologia non viene generalmente applicata per gli svantaggi difficili da superare.

Estrazione CBD con olio di oliva

Una procedura non indicata per le aziende vista la lunghezza della procedura, la poca precisione e la basse efficacia, ma la più sicura e utilizzabile per il privato.

Nella pratica si prende la canapa precedentemente decarbossilata, si immerge in olio di oliva e si porta ad ebollizione lenta per alcune ore.

Questo metodo utilizza le capacità dei cannabinoidi di legarsi ai lipidi presenti nell’olio di oliva creando una sorta di infusione di olio di oliva arricchito al CBD e altre molecole della canapa.

I vantaggi dell’estrazione con olio di oliva sono rivolti specialmente ai singoli cittadini in quanto è facilmente riproducile in casa in relativa sicurezza con un livello di purezza superiore rispetto all’estrazione a mano senza solventi.

Gli svantaggi invece sono rivolti alle aziende in quanto non si ha un preciso controllo sulle concentrazioni finali della soluzione formata da olio e cannabinoidi e quindi non adatta alla produzione commerciale.

Oltre all’olio di oliva si possono usare altri oli indicati come ad esempio l’olio di semi di canapa.

Estrazione CBD con solventi

L’estrazione del CBD attraverso l’utilizzo di solventi è la metodologia più utilizzata dalle aziende. Questo avviene per diverse ragioni tra cui l’efficacia del trattamento e l’economicità dello stesso.

L’estrazione con solvente è però una procedura rudimentale e rischiosa per i lavoratori perché si utilizzano sostanze altamente infiammabili che possono causare importanti danni.

Nella pratica, l’estrazione a CBD con solventi consiste nel versare un solvente liquido sulla canapa precedentemente decarbossilata capace di rimuovere cannabinoidi e terpeni dalla restante biomassa vegetale priva di tali sostanze.

I solventi più usati sono il butano, esano e l’etanolo ed esano. Successivamente, il composto formato da CBD, terpeni e solvente viene lasciato evaporare così da eliminare qualsiasi residuo di solvente.

I vantaggi dell’estrazione con solvente è la relativa facilità di processo, il basso costo e un discreto tasso di purezza. Gli svantaggi dell’estrazione con solvente è la pericolosità delle operazioni, la potenziale contaminazione dell’estratto e la distruzione di terpeni e altre molecole dovute alle alte temperature raggiunte nelle operazioni.

Un’altra problematica di questa procedura è l’estrazione insieme al CBD e ai terpeni desiderati anche di altre parti della pianta quali clorofilla, cera, e altre sostanze vegetali ottenendo un CBD di inferiore qualità, di colore scuro e con un sapore amaro.

Estrazione CBD con CO₂

Certamente il metodo migliore per estrarre CBD in maniera sicura, naturale ed affidabile. Noi di Cannabis Light District dopo attenti studi abbiamo deciso di investire in questa metodologia tecnologica.

A nostro avviso l’estrazione del CBD utilizzando la CO₂ è il metodo di ultima generazione grazie al quale si ottengono i risultati migliori sia per noi sia per i consumatori.

Nella sostanza, si lavora l’anidride carbonica o CO₂ fino a renderla supercritica. Una sostanza si dice essere in uno stato supercritico quando si trova in condizioni di temperatura superiore alla temperatura critica e pressione superiore alla pressione critica. In queste condizioni, le proprietà della sostanza sono in parte analoghe a quelle di un liquido e in parte simili a quelle di un gas.

Quando la CO₂ arriva nel suo stato supercritico,  si passa al frazionamento, cioè il passaggio della CO₂ attraverso le infiorescenze di canapa a temperature ed angolazioni diverse così da trasportare via i terpeni e i cannabinoidi.

Grazie a questo passaggio si ottengono concentrati puri di colore scuro senza utilizzare solventi e additivi chimici che possono rovinare la qualità finale del CBD estratto.

Il risultato è un prodotto concentrato di altissima qualità, completamente privo di materia vegetale e ad altissima concentrazione di CBD che verrà poi utilizzato nella preparazione di olii CBD di alta qualità come quelli presenti nel nostro store.

Questo tipo di estrazione ha un grande vantaggio se paragonata agli altri metodi di estrazione in quanto la CO₂ estrapola esclusivamente i cannabinoidi e i terpeni senza il materiale superfluo.

I vantaggi di questo metodo è quello di avere concentrati puri e sicuri, senza residui dannosi. Questa estrazione è anche la più sostenibile ed ecologica non avendo materiali chimici di scarto.

Quando il processo di estrazione è terminato, è possibile riutilizzare la CO₂ in altre operazioni di estrazione oppure  rilasciarla nell’atmosfera in piena sicurezza.

Per compensare le seppur esigue produzioni di CO₂, noi di Cannabis Light District piantiamo alberi nei vari paesi del mondo così da poter raggiungere la piena sostenibilità attraverso zero emissioni.

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