cbd e appetito
Redazione

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Prendere olio di CBD vi farà aumentare l’appetito?

Tra i tanti effetti della cannabis, quello della cosiddetta fame chimica è probabilmente quello più conosciuto. Fame chimica che sta ad indicare l’aumento repentino di appetito dopo aver assunto cannabis.

Questo fenomeno è presente nella cannabis ad alto contenuto di THC, in Italia oggi illegale, ma succede un fenomeno simile quando si assume il cugino non psicoattivo CBD?

Se cerchi una risposta breve e immediata del legame tra CBD e appetito, possiamo dirti subito che no, non c’è nessuna correlazione tra il cannabidiolo e l’aumento della fame.

Il motivo è sempre da ricercarsi nella modalità di interazione del CBD con il sistema endocannabinoide.

Perché il THC aumenta l’appetito e il CBD no?

cbd e appetitoDiversi studi clinici hanno evidenziato come il THC sia capace di stimolare l’appetito grazie alla sua interazione con il recettore Cb1 del sistema endocannabinoide umano.

Tutto il processo di stimolazione dell’appetito dipende dalla capacità del THC di legarsi ai recettori presenti nel bulbo olfattivo e stimolare la sensibilità agli odori.

Una maggiore sensibilità agli odori fa sì che chi ha assunto THC si ritrova immediatamente sopraffatto da un incredibile fame all’apparenza insaziabile.

Quello che all’apparenza potrebbe sembrare un effetto negativo, in realtà trova un’utilissima applicazione in ambito medico nella cura di diverse patologie come il cancro o problemi legati all’alimentazione.

Pensiamo a tutti i pazienti sottoposti a chemioterapia che per colpa dei farmaci vengono purtroppo colpiti da nausea e inappetenza.

In questi pazienti l’assunzione di derivati della cannabis ad alto contenuto di THC rappresenta la differenza tra la vita e la morte. Il THC stimolando l’appetito in persone che appetito non hanno salva letteralmente la vita a milioni di persone.

Tutto quello detto fino ad ora riguarda il THC, ma cosa possiamo dire del CBD?

Il cannabidiolo agisce come antagonista del recettore CB1, una caratteristica che lo rende antagonista degli effetti più acuti del THC e pertanto lo rende una molecola in grado di limitare l’appetito.

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