cannabis light e analisi
Redazione

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La cannabis Light risulta nei controlli analisi?

In seguito a dei test antidroga, i prodotti realizzati con la cannabis light possono creare dei problemi a chi li consuma?

È questo l’argomento principale di cui tratta il presente articolo. Nelle prossime righe facciamo chiarezza su questo delicato tema.

Precisiamo fino da adesso che la cannabis light è una pianta legale in Italia e anche in altri Paesi. Ne esistono diverse varietà, tutte accomunate dal fatto di contenere valori molto bassi di THC.

Ad esempio, in Italia per essere giudicati “light” questi vegetali non devono superare il limite dello 0,6% di THC rispetto al resto delle sostanze che di cui si compongono.

Che cos’è il THC? Si tratta di uno degli oltre 80 cannabinoidi contenuti nelle diverse piante di cannabis. Ha la caratteristica di produrre determinati effetti nell’organismo, alcuni dei quali molto benefici per la salute. Tuttavia, è anche in grado di alterare percezione e coscienza, e proprio per questo motivo è una sostanza giudicata come stupefacente.

Ci sono voluti anni e anni di ricerche e sperimentazioni per poter originare delle piante di cannabis depotenziate in termini di THC. Il tutto allo scopo di poterle rendere coltivabili e vendibili in maniera lecita.

Le piante di cannabis light possono essere utilizzate per produrre la marijuana light, l’hashish light, l’olio di CBD, i cristalli di CBD, e diversi altri prodotti acquistabili sia nei negozi fisici che online.

Si tratta di prodotti che sono ottenuti con le varietà di cannabis light che contengono valori variabili ma sempre significativi in termini di CBD.

Il CBD, anche detto cannabidiolo, è un altro dei cannabinoidi della cannabis. A differenza del THC non è in grado di drogare, come del resto non sono composti psicoattivi neppure gli altri cannabinoidi presenti nella cannabis.

Ma come il THC, il CBD può avere degli effetti molto benefici per la salute e il benessere dell’organismo, anche se agisce in maniera diversa. Sono proprio questi effetti a renderlo un composto molto apprezzato da diversi consumatori.

Considerando che nella cannabis light c’è pochissimo THC, che cosa succede se per un determinato motivo un soggetto che ha assunto i prodotti fatti con questa tipologia di piante dovesse essere sottoposto a dei test antidroga? C’è comunque il rischio che risulti positivo agli stupefacenti? Lo spieghiamo di seguito.

C’è il rischio di risultare positivi al THC se si assume cannabis light?

La necessità di doversi sottoporre a dei test antidroga può riguardare alcune persone, in determinate circostanze.

Per esempio, potrebbe essere necessario eseguirli quando ci si rende autori di un incidente stradale, e in tale frangente si era alla guida di un veicolo: in questo caso il test serve a verificare se si guidava o meno sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Sono dei test che vengono effettuati anche su alcune persone che svolgono determinati lavori.

In seguito ai test, i consumatori di cannabis light potrebbero essere accusati di positività al THC, cioè la sostanza drogante inclusa nella cannabis?

In genere no, ma per evitare rischi è meglio non consumarne in quantità estremamente elevate.

Infatti nei prodotti ottenuti con la cannabis light i livelli di THC sono sempre bassissimi, dunque difficilmente può verificarsi tale evenienza, specialmente se il consumo viene fatto con moderazione.

Molto però dipende anche dal metabolismo o dal sistema di escrezione di ciascuno. Per cui, anche se questa eventualità è rarissima, vale la pena sottolineare che alcuni consumatori potrebbero comunque risultare positivi al principio attivo in questione, pur avendo assunto semplicemente dei prodotti fatti con la versione light della cannabis.

Se dovesse accadere di risultare positivi, possono esserci delle conseguenze serie? Lo spieghiamo nel paragrafo successivo.

Cosa succede qualora si risulti positivi al THC, e quali precauzioni è possibile adottare?

cannabis light e analisiDopo aver eseguito dei test antidroga come ad esempio quelli riguardanti urina o sangue, nell’eventuale (e raro) caso in cui si dovesse risultare positivi al THC in seguito al consumo di prodotti ottenuti con la cannabis light (marijuana light, cannabis light, olio o cristalli di CBD, ecc.), questo potrebbe rappresentare un problema in determinate circostanze.

Ad esempio, potrebbe dare non pochi grattacapi alle persone che svolgono un determinato lavoro nel quale periodicamente vengono eseguiti dei controlli di questo tipo.

Nel caso di un incidente stradale, i test di urina e sangue non possono invece dimostrare che la persona responsabile del sinistro si trovava sotto effetto di stupefacenti proprio nel mentre stava guidando. Non possono quindi essere la prova definitiva che il soggetto si sia reso colpevole del reato di guida sotto effetto di stupefacenti.

Del resto, il THC e altre sostanze droganti possono accumularsi nell’organismo anche per alcune settimane. Per cui, per verificare se l’autore dell’incidente fosse davvero sotto effetto di sostanze stupefacenti mentre era alla guida sono quasi sempre necessari altri tipi di test.

Ad ogni modo, vale la pena ribadire nuovamente che è rarissimo poter risultare positivi al THC assumendo prodotti che ne contengono in quantità irrisorie.

Per maggiore sicurezza, consigliamo però di conservare la ricevuta e la certificazione del prodotto acquistato e consumato, in modo tale da poter avere a propria disposizione una prova in più del fatto che non ci si sia drogati.

Un’altra accortezza può essere quella di evitare di consumare tali prodotti in quantità elevatissime. Anche perché, tra l’altro, un loro abuso potrebbe avere delle conseguenze pure per quanto concerne la propria salute.

Perché vale la pena assumere prodotti realizzati con la cannabis light

Come spiegato in precedenza, nel caso in cui si abbia un metabolismo o un sistema di escrezione che lo consentano, anche basse quantità di THC possono accumularsi nell’organismo per più giorni o settimane.

Nelle righe precedenti abbiamo anche più volte evidenziato che le possibilità che si verifichi tale evenienza sono comunque molto basse.

Ma per quale motivo vale la pena assumere dei prodotti realizzati con la cannabis light?

Perché la marijuana light, l’hashish light, l’olio di CBD, i cristalli di CBD e altri prodotti contenenti CBD e altri cannabinoidi possono essere utili per trattare con una certa efficacia determinati disturbi e patologie.

Ad esempio, possono rivelarsi preziosi alleati nel contrastare l’insonnia e gli altri disturbi del sonno, per attenuare l’ansia, per contrastare la depressione, per rafforzare il sistema immunitario, per alleviare i crampi, i mal di testa e altre sensazioni dolorose (compreso il dolore cronico), e tanto altro ancora.

Dunque sono prodotti molto utili, ma anche molto sicuri se assunti in dosi non eccessive, in quanto non causano assuefazione e non creano dipendenza.

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