perché legalizzare la cannabis
Redazione

Redazione

Cannabis legale in Italia: perché bisogna legalizzare

“In termini strettamente medici, la marijuana è molto più sicura di molti alimenti che consumiamo normalmente. Per esempio, mangiare dieci patate crude potrebbe scatenare reazioni tossiche.

In confronto, è fisicamente impossibile mangiare abbastanza marijuana da rischiare di morire.

La marijuana nella sua forma naturale è una delle sostanze attive terapeutiche più sicure conosciute dall’uomo.

Da ogni analisi razionale eseguita sulla marijuana è risultato come questa sia sicura, se consumata all’interno di un programma di terapia medica controllata”, dichiarò Francis Young, Giudice Amministrativo della DEA, nel lontano 1988.

Basterebbero già queste semplici parole per rispondere affermativamente alla domanda circa la questione se bisogna legalizzare o meno.

Infatti, sappiamo che si può morire per abuso di alcol ma non ci sono casi che attestano vittime di overdose per marijuana.

Ma vediamo quali sono i motivi principali per cui sarebbe opportuno legalizzare la cannabis.

Cannabis: motivi per cui bisogna legalizzare

 

Il dibattito intorno alla legalizzazione della marijuana non è un argomento recente, infatti è da molti decenni che si discute sulla questione.

Un leggero cambiamento, dopo l’introduzione delle leggi antidroga degli anni Settanta, si è avuto grazie al decreto 242 nel 2016 strumento con cui è diventato nuovamente legale coltivare la canapa in Italia e lo Stato ha stanziato dei fondi per la canapicoltura fino a un massimale di 700.000 euro all’anno.

È da sottolineare che i limiti imposti sono molti e, se la discussione è ancora aperta, è perché ancora sono in molti a demonizzare questa pianta.

Dunque, da una parte vi sono coloro che sostengono la legalizzazione per ragioni mediche e ricreative, dall’altra vi è una schiera corposa di oppositori i quali equiparano la marijuana a tutte le altre droghe.

Ma perché bisogna legalizzare?

perché legalizzare la cannabisInnanzitutto rappresenterebbe un’ottima mossa per lo Stato affinché la criminalità organizzata venga debellata.

Infatti, ogni anno, grazie allo spaccio di cannabis, la criminalità guadagna miliardi di euro, soldi che poi vengono investiti per finanziare altri lavori poco trasparenti, come in mazzette o acquisto di armi.

Legalizzare la marijuana comporterebbe meno arresti e di conseguenza meno spese per la giustizia, oltre che avere le prigioni più libere. Tutto ciò comporrebbe alla Stato nuove entrate da poter usare per nuovi progetti governativi.

Un primo risultato a livello economico si è visto in seguito alla legalizzazione della cannabis light: grazie alla legge 242, il giro di affari è salito intorno ai cinquanta milioni di euro l’anno. In medicina, gli effetti terapeutici della cannabis ormai sono noti.

Nella cannabis è contenuto il CBD, il cannabidiolo che, oltre a non essere una sostanza psicoattiva, è in grado di regalare numerosi benefici per la nostra salute e di contrastare diversi disturbi quali: particolari stati dell’ansia come ad esempio il disturbo ossessivo compulsivo e il disturbo post traumatico da stress; diverse patologie della pelle come la psoriasi e l’acne; prevenendo malattie di tipo neurogenerativo e avente effetti antiepilettici, antispasmodici e anticonvulsivanti, il CBD è una sostanza che ormai, da anni, alcuni medici sono soliti prescrivere.

Legalizzare renderebbe più facile la vita dei consumatori, in questo caso, terapeutici e di tutte quelle persone che non vogliono assumere farmaci per piccoli disturbi.

È stato riscontrato, inoltre, come, la cannabis, sia un’ottima sostanza amica dello sport e dunque degli sportivi: grazie alle sue naturali proprietà antinfiammatorie ed analgesiche, si presenta come un ottimo alleato degli atleti poiché esercita una funzione rilassante sui muscoli ed ha un effetto rigenerante; può essere di aiuto nel recupero dell’organismo e ne ottimizza le energie; oltre a bilanciare la risposta immunitaria, si presenta adatto a prevenire le malattie tipiche del raffreddamento che possono rallentare le sessioni dell’allenamento; in caso di stress, aiuta a rilassare e a favorire un sonno ristoratore.

Ma ovviamente, non tutti coloro che fanno parte del mondo scientifico, sono d’accordo poiché il pregiudizio su questa sostanza è ancora elevato. Infatti, nonostante l’Agenzia antidoping mondiale (WADA) abbia ufficialmente rimosso il cannabidiolo dalla lista delle sostanze proibite nel 2018 e il CBD non sia più ritenuta una sostanza dopante, la cannabis resta ancora nel mirino di molti, ovvero di tutti coloro che si oppongono ancora alla legalizzazione.

La vendita legale sarebbe un vantaggio per i giovani e adulti che desiderano aprirsi al mercato commerciale, nonché una tutela per i minori. Sappiamo che più di venticinque milioni di persone all’anno, consuma illegalmente marijuana e una parte cospicua di consumatori è rappresentata dai minorenni.

La legalizzazione totale, porterebbe ad un minore consumo proprio da parte dei giovanissimi, che oggi si riforniscono illegalmente dagli spacciatori.

Avere soltanto attività commerciali legali, porterebbe alla tutela dei minori poiché per legge non potrebbero entrare e dunque acquistare cannabis da fumare.

I semi della cannabis, inoltre, sono una fonte ricca di ferro, calcio e omega – 3 e sono, per questo motivo, ottimi nutrienti e, gli oli che se ne ricavano, non soltanto fanno bene alla pelle, ma aiutano nella prevenzione di malattie cardiache.

Aprire totalmente alla legalizzazione, comporterebbe la nascita di più settori sia alimentari che per la cura del corpo e questo equivale a dire che ci sarebbe più lavoro e l’economia statale ne risentirebbe in modo positivo.

Cannabis e pregiudizio

Purtroppo, l’unico ostacolo alla legalizzazione resta il pregiudizio che, come ha affermato il poeta irlandese Aubrey de Vere, “vede ciò che gli pare e non vede ciò che è evidente”.

Ed è evidente che i benefici per la salute sia fisica che mentale siano dati di fatto a cui i malpensanti , a questo punto, dovrebbero piegarsi.

La comunità scientifica è sempre più unita nel dichiarare che la cannabis offra innumerevoli vantaggi per il benessere dell’organismo sia umano che animale.

Una ricerca del 2006 promossa dallo Scripps Reasearch Institute e pubblicata sulla rivista Molecular Pharmaceutics Journal, aveva già messo in luce come ad esempio, nelle persone colpite dalla Sindrome di Alzheimer, le infiorescenze della cannabis abbiano una funzione inibitrice nel contenimento delle placche senili e degli ammassi di proteine amiloidi che si creano nel cervello dei pazienti affetti da questa patologia.

Alti studi hanno mostrato come sia efficace nel trattamento degli stati convulsivi in pazienti affetti da epilessia o per i tremori nelle persone affette dal morbo di Parkinson.

I motivi per legalizzare, come abbiamo visto, sono molteplici.

Per non legalizzare, nessuno.

Condividi l'articolo my friend :)

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email