biodisponibilità cbd
Redazione

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Cos’è la biodisponibilità del CBD e perché è importante?

La biodisponibilità è una delle principali proprietà farmacocinetiche delle sostanze che interagiscono con l’essere umano.

La biodisponibilità indica il grado e la velocità in cui la forma attiva di un farmaco raggiunge la circolazione sistemica, acquisendo così la capacità di accedere al suo sito d’azione.

In parole più semplici, la biodisponibilità indica in quale percentuale e con quale velocità una principio attivo raggiunge il sito d’azione nell’organismo.

Nel nostro caso cioè la biodisponibilità del CBD il sito d’azione è il flusso sanguigno e quindi per ottenere il 100% di biodisponibilità, il metodo più diretto sarebbe la somministrazione di CBD per via endovenosa.

Ovviamente nessuno se non in casi particolari si inietta il CBD e pertanto analizzeremo la biodisponibilità del CBD seguendo le normali vie d’assunzione del cannabidiolo.

I fattori principali che determinano la biodisponibilità del cannabinoide sono:

  • la via di assunzione;
  • il tempo necessario perché il principio attivo produca l’effetto desiderato;
  • la qualità degli ingrediente presenti al suo interno.

La via più efficace per ottenere la massima biodisponibilità del CBD

Fin qui abbiamo capito che una sostanza per effettuare il suo effetto benefico deve raggiungere il suo sito d’azione che nel caso del CBD è il flusso sanguigno.

Ovviamente non tutto il CBD assunto sarà capace di raggiugere il sangue in quanto nel percorso troverà degli ostacoli che ne ridurranno la concentrazione. Pensiamo alle varie barriere fisiologiche dove vari enzimi inevitabilmente degraderanno parte del CBD assunto.

Quello che è ben evidente è il fatto che ogni metodo di somministrazione presenta un tasso di biodisponibilità variabile.

Assunzione orale di CBD

Nell‘assunzione di CBD per via orale la molecola una volta ingerita affronterà diversi processi biologici prima di raggiungere il flusso sanguigno. Questo avviene perché il sistema digerente e i suoi enzimi riducono la dose di CBD assunta.

A causa del numero di variabili personali e individuali diverse in ogni specifico individuo, è praticamente impossibile determinare la biodisponibilità del CBD valido per tutti.

I fattori variabili sono tanti come ad esempio il peso, l’età o la predisposizione individuale. Gli scienziati hanno individuato una quota variabile attorno al 4–20%.

Questa via è la classica utilizzata con le tisane al CBD.

Assunzione sublinguale di CBD

Questo intervallo di biodisponibilità aumenta se il CBD  non viene ingerito direttamente, ma piuttosto assunto per via sublinguale. Questa è l’opzione più utilizzata dai nostri clienti in quanto è proprio quella utilizzata attraverso l’acquisto di olio CBD.

La fitta rete di capillari presenti sotto la lingua garantiscono infatti un accesso più diretto al flusso sanguigno. Assumendo le gocce di olio di CBD in questo modo si aumenta la biodisponibilità di CBD a parità di dose assunta.

L’assunzione di CBD per via sublinguale è un modo semplice ed efficace e non a caso è la via scelta da milioni di persone in Italia e nel mondo.

Altri metodi di assunzione

biodisponibilità cbdGrazie all’enorme sviluppo e crescita della cosmetica al CBD, senza dubbio l’applicazione esterna è una via sempre più utilizzata.

Le creme contenenti CBD offrono una biodisponibilità più bassa di tutti gli altri metodi di somministrazione infatti il CBD per superare tutti gli stati dell’epidermide e del derma perde concentrazione. Questo non è necessariamente un aspetto negativo specialmente se viene utilizzato il CBD proprio per curare patologie della pelle.

Il fatto di utilizzare creme contenenti CBD direttamente sulla pelle fornisce benefici a livello cellulare locale nella zona da trattare.

In questo caso, anche se il CBD non entra in circolo nel flusso sanguigno può comunque risultare efficace a livello locale sull’area in cui viene applicato.

Un altro metodo di somministrazione è la vaporizzazione, cioè l’inalazione di vapore generato dagli svapo al CBD, o direttamente dalla vaporizzazione dei cristalli puri di CBD attraverso il vaporizzatore appunto.

La vaporizzazione di CBD rappresenta un metodo molto efficace per migliorare la biodisponibilità che raggiunge alte percentuali di circa il 50–80%.

L’ultimo metodo è quello dell’assunzione attraverso l’inalazione delle infiorescenze di cannabis light. Questo è il peggior metodo di assunzione del CBD perché si perde grosse quantità durante la combustione. Qui prevale il bisogno ludico rispetto a quello terapeutico.

Un trucco per aumentare la biodisponibilità di CBD

Aumentare la biodisponibilità di CBD non è difficile se si usa un trucco molto facile e cioè quello di assumere il cannabidiolo durante o subito dopo i pasti ricchi di grassi vegetali o animali.

Sfruttando la natura lipofila della sostanza, il grasso presente nel cibo aiuterà il CBD a raggiungere il sistema circolatorio, il sito d’azione della molecola.

Non dimentichiamo che l’assunzione di CBD non è una corsa, ma una maratona. I livelli di CBD devono rimanere costanti per un periodo di tempo più lungo possibile per effettuare i suoi numerosi benefici.

Mantenere un livello di CBD costante è infatti molto importante se si desidera ottenere il massimo vantaggio da questa molecola. E’ fondamentale mantenere alti i livelli di CBD grazie ad un dosaggio costante e regolare nel tempo, per essere certi che l’organismo possa assimilarlo ogni volta che ne ha bisogno.

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